Jan30

Ancient Ostia excavations: History

Visiting the excavations at Ostia Antica is like stepping back in time. Legend has it that it was Anco Marzio, the fourth king of Rome, to want in the seventh century BC. its foundation. But this fact is not objectively proven.

What is more than likely is the existence of a town near the salt pans that were at the mouth of the Tiber that, right in Ostia, ended up at the sea. What initially was a settlement dating back to the fourth century BC it was later modified to castrum, that is a fort protected by massive tufaceous walls that housed a military settlement that was given the name Ostia (Ostium in Latin means the mouth of the river) and that became a strategic commercial port.

Ostia was implemented by new buildings, consequently extending the walls that delimited the urban area enlarged to reach fifty hectares.

The life of the town near Rome continued to obtain, under Constantine, its own autonomy, but after the fall of the Roman Empire, it had no protection against the barbarian invasions that began with that of Alaric and his Visigoths who followed each other up. to bring Ostia to complete abandonment.

Its ruins were forgotten and buried by time until, in the immediate surroundings in the ninth century AD. Pope Gregory IV decided to build an inhabited conglomerate that took its name and of which you can still see the castle built by Julius II in the fifteenth century.

Of the Roman Ostia the traces were lost outside the Capitolium, the only still visible building, which was used as a sheepfold.


Only in the nineteenth century and at the behest of Pope Pius VII began the excavation of the archaeological area of Ostium that brought to light the evidence of an era forgotten by all. Research that continued in the following century following more scientific criteria that succeeded in deteminating exciting discoveries that confirmed the importance of this city at the gates of the capital and that, even today, are carried forward because the discovery has not yet ended.

Ancient Ostia Excavations: Getting to Know the Archaeological Excavations

Video creditTullix nax

The excavations of Ostia Antica that you can visit today, are considered as the best testimony, after Pompeii, of a Roman city that has come to us.

Five are the circuits on which you can articulate a visit to the discovery of this archaeological area and can give rise to a series of visits dedicated to the deep knowledge of what was Ostia.

The first route runs along the Decumanus, which was then the trade route. On the Decumano opened the artisan shops, the places designated for representation and exchanges, the productive activities. Here you can also admire the Roman Theater, the warehouses, the tabernae where you stop for drinks and lunch, the Piazzale delle Corporazioni and the Fulloniche.

A second path is that which makes you know, from Porta Marina, the various religious communities then present and tolerant with each other, as a Roman custom. The Mitrei are confused with the Synagogue, the Christian Basilica with the Capitolium, the Campo della Magna Mater with the Rotondo Temple: a real patchwork of religious cults.

The third possibility is dictated by the detailed visit of the political, administrative and commercial center represented by the Forum. Here, the Cardo Massimo opened common areas such as the inevitable Baths, the Macellum and the Tabernae of the fishmongers, the Capitolium, the small market and the Thermopolium.

The penultimate route takes place by entering the neighborhoods adjacent to Via della Foce. Here are the houses, the sacred buildings, the spa facilities dedicated to the inhabitants of the popular districts that still retain interesting pictorial remains to be admired.

Fifth and last chance of the circuit is the one dedicated to the surroundings of Porta Marina, where the “modern” Ostia Antica was developed. You will see the Domus, the sepulchral monuments, the buildings destined to dwellings and the places where the people could refresh themselves.

Ancient Ostia excavations: Precious Marbles

After visiting the excavations of Ostia Antica, it is interesting to see the quarry Marbles of the Sacred Island and the Fossa Traiana.

http://www.focemicina.it/isola-sacra-in-eta-romana.html

It is a collection of a few hundred marbles from the most important quarries of the Roman Empire that were collected from the middle of the last century and which represent what was found in the Fossa Traiana, or the current Fiumicino canal.

It turns out that in the vicinity there was a deposit of marbles that arrived by ship from every part of the Empire and that were stored to be then chosen by the sculptors to create monuments, statues and architectural works.

The collection includes precious marbles that have been subdivided into quality and features and include blocks from Teos (the famous marble luculleo), from Asia Minor (the frigio pavonazzetto), from Evia (the veined caristio or cipollino), from Sciro (polychrome breccia), from Chios (the Portasanta), from Paros (the lychnites), from Numidia (the ancient yellow marble), as well as the alabaster of Egyptian origin.

It is interesting to see how all the blocks were duly cataloged at that time, noting inscriptions and trademarks of the quarry of provenance that testify how much importance was given by the Roman administration.

Oct06

Fino a poco tempo fa, quando andavo ad Ostia Lido lo facevo per godermi un po’ il litorale di Roma, per passeggiare tra le caratteristiche viuzze e respirare l’aria salmastra del Tirreno. Poi un amico mi ha fatto conoscere il Matrix Paintball di Ostia: e i miei week end sono cambiati completamente.
Mi è sempre piaciuto fare attività all’aria aperta. Durante la settimana si sta sempre chiusi in ufficio, e quando ho una giornata libera mi piacere trovare il modo di stare con gli amici, e di sgranchirmi un po’ le gambe. Così quando mi hanno proposto il paintball mi sono subito incuriosito, anche se, lo ammetto, non avevo la più pallida idea di che cosa si trattasse.
Così, ho studiato un po’ di storia di questo coloratissimo sport. Pare che sia nato in America, intorno agli anni settanta, anche se all’inizio non si trattava di un gioco, ma di un modo per segnare gli alberi da abbattere, in mezzo alle fitte foreste, usando una pistola che sparava palline colorate.
Queste palline si infrangevano sul tronco, identificandolo in modo inequivocabile. Con il tempo, i markers, così erano chiamate le pistole, vennero perfezionate, se ne costruirono diversi modelli, e alla fine furono ideate anche delle regole di gioco, che potrei definire di guerriglia all’aria aperta.
Specifico però che è una guerriglia del tutto pacifica, perché si combatte a suon di… colori. Ci sono due squadre avversarie che si fronteggiano, usando i markers, che in Italia sono chiamati marcatori, per colpire i nemici dell’altro team. Alla fine, ti dico la verità, chi vince conta davvero poco: il divertimento sta tutto nel simulare agguati e aggressioni, e nell’esercitare la propria mira, in una continua esplosione di colori diversi.
Nel nostro paese, il paintball è arrivato in tempi più recenti ma sta spopolando proprio perché offre l’opportunità di divertirsi con gli amici, di allenarsi in modo leggero e simpatico, e di passare ore spensierate a contatto con la natura. Io mi sono avvicinato al paintball con Matrix Paintball di Ostia, una struttura dedicata in cui ho trovato tutti i servizi necessari, e una fantastica accoglienza.
Arrivare è facilissimo: infatti il Matrix Paintball di Ostia si trova a poca distanza dal quartiere Eur di Roma, e dalla fermata Piramide della metropolitana, con il treno, si può raggiungere con facilità in poco meno di un’ora. Il campo è stato costruito in un boschetto formato da un centinaio di alberi, arricchito da strutture in legno dietro le quali ci si può nascondere per prendere la mira.
Una volta che si è prenotato, lo staff organizzativo pensa a tutto: l’unica cosa di cui preoccuparsi è il proprio abbigliamento, che deve essere il più comodo e informale possibile. Poi sul posto ti vengono fornite le protezioni, tra cui la maschera per proteggere il viso, e ovviamente il marcatore.
Il paintball è uno sport sicurissimo: le probabilità di subire un incidente sono infinitesimali. Basta trovare un gruppetto di almeno sei persone per accedere al campo e passare ore di puro svago. In primavera il Matrix Paintball di Ostia è ancora più piacevole, perché dopo la partita ci si può soffermare al bar per un aperitivo o uno spuntino, o chi vuole può addirittura organizzare una bella grigliata, usando i barbecue presenti nell’area appositamente attrezzata.
Il Matrix Paintball di Ostia è ospitato presso il Circolo dei Promontori, e vi si accede dal Bar del Tennis. Quest’area consente anche di praticare altre attività più tradizionali, come il calcetto, o la pallavolo, e offre un servizio di catering, di cui si può fruire nella zona che ci è stata riservata.
Un week end ho deciso di portarci anche i miei figli. I bambini di oggi passano tanto tempo seduti davanti al computer, e ho pensato che un po’ di movimento non poteva che far loro bene! Anche perché, come ti dicevo, ero certo che non avrebbero corso nessun rischio giocando al paintball: anzi, avrebbero potuto sviluppare le loro doti di osservazione e di organizzazione strategica. Infatti si sono divertiti tantissimo, e nemmeno la mamma si è arrabbiata per i vestiti tutti macchiati. I colori sono atossici e lavabili, e non presentano alcuna controindicazione per la salute.
http://www.matrixpaintball.it/
https://it.wikipedia.org/wiki/Paintball
Alla sera ci siamo fermati al bar per un gelato, godendoci il tramonto sul Lido di Ostia. Mi sembrava incredibile che, a così poca distanza dal caos di Roma, potesse esserci un luogo di tale bellezza, completamente immerso nella natura. Sto pensando di prenotare per il compleanno dei miei figli: loro e i loro amici si potrebbero scatenare in libertà, e il costo di affitto del campo è davvero irrisorio.
E poi, lo ammetto, tornerò anch’io a fare una partita di paintball: credo che gli adulti si divertano anche più dei loro figli, perché per loro è un modo di tornare un po’ bambini.